Definizione e compiti
Sono l’elemento di definizione geopolitica alla base del processo di integrazione e costituiscono quindi il livello di governo locale delle politiche sociali. La centralità del ruolo dell’ente locale, assieme all’esistenza nella nostra regione di tanti piccoli Comuni, ha portato a ricercare in aggregazioni interculturali - l’Ambito Territoriale appunto - il livello minimo per avviare nuove forme di progettazione, organizzazione e gestione dei servizi.
Il Piano Regionale affida agli Ambiti Territoriali obiettivi di carattere generale decisivi per la realizzazione di un sistema integrato di servizi quali:
Dotare tutti i territori di una rete di servizi essenziali alla quale sia garantita pari opportunità di accesso ai cittadini che vivono o lavorano nella regione;
Creare le condizioni per l’integrazione dei servizi, guardando non solo alla costruzione organica del rapporto tra sanitario e sociale, ma al più ampio sistema di welfare (politiche del lavoro, casa, istruzione, formazione, ambiente, etc,.);
Promuovere il quadro più congruo per la piena attuazione degli indirizzi della programmazione nazionale e regionale;
Favorire l’esercizio associato delle funzioni sociali da parte dei Comuni ed una gestione unitaria della rete dei servizi.
La “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” (n.328/2000) ribadisce questo livello organizzativo di base individuando nella Regione il soggetto che deve determinare, tramite le forme di concertazione con gli enti locali, gli ambiti territoriali e le relative modalità e strumenti per la gestione unitaria del sistema locale dei servizi sociali a rete.
Gli Ambiti Territoriali sono stati istituiti con atto deliberativo della Giunta regionale n. 337 del 13.02.2001 che prevede la divisione del territorio regionale in 29 Ambiti corrispondenti ai Distretti sanitari o a loro multipli fino a coincidere, in alcuni casi, con l’intero territorio della Azienda USL.
I ruoli degli Ambiti Territoriali
Gli Ambiti Territoriali sono:
La sede più significativa per il raccordo tra Regione e Comuni ai fini della programmazione degli interventi sociali: è il Comitato dei Sindaci dell’Ambito Territoriale ad allestire momenti organizzati di discussione degli atti di programmazione regionale, promuovendone una declinazione a livello dei singoli territori;
La sede in cui definire le modalità di coordinamento e di collaborazione fra i Comuni, così come fra questi e gli altri soggetti pubblici rilevanti: il Comitato dei Sindaci stabilisce le forme della collaborazione fra Comuni e Azienda Sanitaria, e ciò non solo ai fini dell’integrazione socio-sanitaria, degli Accordi di Programma fino alle deleghe; quindi le possibili forme di collaborazione fra Comuni e Comunità Montane;
Il livelli di attuazione e di verifica degli indirizzi della programmazione regionale sul territorio: i Comuni dell’Ambito adottano il Piano Territoriale triennale e i piani annuali di attuazione, come strumenti per progettare il sistema dei servizi nell’Ambito Territoriale stesso, tenendo presenti indirizzi e criteri deliberati dalla Regione. Il Piano Territoriale prevede le modalità ed i tempi di realizzazione della rete dei servizi essenziali ed è inviato alla Regione per il relativo cofinanziamento.
Il livello rispetto al quale ripartire il Fondo Sociale Regionale: il Fondo Sociale Regionale, per la parte destinata al cofinanziamento della rete degli interventi e dei servizi sociali, è ripartito tra i singoli Comuni sulla base del pro-capite ponderato per il territorio, e assegnato agli Ambiti Territoriali. In aggiunta è previsto un Fondo Annuo Incentivante, finalizzato a cofinanziare progetti dell’Ambito Territoriale che riguardano servizi innovativi e di nuova istituzione;
Il livello dell’integrazione tra servizi socio-assistenziali e servizi sanitari sul territorio: ciò implica un raccordo costante e profondo tra Responsabile/i del/dei Distretto/i Sanitario/i e il Coordinatore della Rete dei servizi dell’Ambito Territoriale.
Il Coordinatore d’Ambito della rete dei servizi dell’Ambito Territoriale è una figura di professionalità sociale, scelta e nominata dal Comitato dei Sindaci, a tempo pieno per 3 anni. Si avvale di una specifica struttura tecnica, così come definito nel Piano Regionale per un “Sistema Integrato di Interventi e Servizi Sociali” per:
Sostenere lo sviluppo del benessere locale secondo le indicazioni date dal Piano sociale regionale;
Supportare i processi di gestione delle risorse;
Curare le informazioni relative alle prestazioni ed ai servizi disponibili nell’Ambito Territoriale;
Facilitare i processi di integrazione;
Facilitare i rapporti con le altre Amministrazioni Pubbliche per le attività che si rendessero necessarie;
Collaborare con il Comitato dei Sindaci per la stesura e l’attuazione del Piano di Zona triennale e dei Piani annuali di attuazione;
Supportare il Comitato dei Sindaci nella programmazione della rete dei servizi essenziali da garantire all’Ambito Territoriale, dei servizi di rilievo intercomunale, delle nuove progettualità e sperimentazioni, nella definizione del Bilancio Sociale.